LA FIGURA DEL SAFEGUARDING

Nuove Direttive per un Ambiente Sportivo Responsabile FIJLKAM-CONI e US ACLI

“Regolamento per la Prevenzione di Abusi, Violenza e Discriminazione”

Il FU-RIN-KA-ZAN asd, scuola e centro di avviamento al karate e al judo, durante l’Assemblea Ordinaria dell’associazione del 26 ottobre 2023 ha provveduto a nominare il dott. Pietrobono Cavicchi, vice presidente dell’associazione, quale responsabile del “Safeguarding” in linea con le disposizioni di normativa di legge vigente.

TITOLO I: PRINCIPI E DISPOSIZIONI GENERALI

ART 1. “ABUSI, VIOLENZE E DISCRIMINAZIONI SUI TESSERATI” : DEFINIZIONE

Con l’espressione ABUSI, VIOLENZE E DISCRIMINAZIONI SUI TESSERATI si intendono comportamenti non solo illeciti ma anche impropri che ledono i diritti fondamentali dei tesserati. Diritti fondamentali dei tesserati sono la salute ed il benessere psico-fisico, di essere trattati con rispetto e dignità e di vedersi tutelati da ogni forma di abuso, molestia, violenza ed in genere di discriminazione, prevista dal decreto legislativo n. 198 dell’ 11.4.2006, per motivi legati a: etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, fede religiosa, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva. Chiunque partecipi a qualsiasi titolo all’attività sportiva è tenuto al rispetto dei diritti dei tesserati.

ART 2. FINALITA’ ED OBIETTIVI

Il regolamento e le linee guida in esso contenute perseguono i seguenti obiettivi di prevenzione e tutela:

a)  la promozione dei diritti fondamentali del tesserato così come enunciati all’articolo 1;

b)  la promozione di una cultura e di ambienti inclusivi tali da garantire la dignità ed il rispetto dei diritti di ogni tesserato – in particolare se di età minore – che assicurino il rispetto dell’uguaglianza, dell’equità, valorizzando, al contempo, le diversità;

c)  la conoscenza di ogni tesserato circa i propri diritti e doveri e la consapevolezza delle tutele apprestate in caso di violazione;

d)  l‘individuazione e l’attuazione, a cura delle associazioni / società affiliate, di adeguate politiche, misure e procedure di safeguarding, – conformi anche alle raccomandazioni del Responsabile delle Politiche di safeguarding che sarà nominato ai sensi del presente Regolamento – che contrastino e riducano i rischi di condotte lesive dei diritti dei tesserati, specie se minori di età;

e)  la gestione tempestiva, efficace e riservata di ogni segnalazione avente ad oggetto abusi, violenze e discriminazioni, assicurando comunque la tutela del segnalante;

f)  la precisa informazione dei tesserati, anche se minori di età, sulle misure e procedure di prevenzione e contrasto ai fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e sulle procedure per la segnalazione degli stessi;

g) la partecipazione delle associazioni / società affiliate e dei tesserati alle iniziative promosse nell’ambito delle politiche di safeguarding e, più in generale il coinvolgimento di tutti coloro che partecipano a qualsiasi titolo all’attività sportiva, nell’attuazione delle misure, procedure e politiche di safeguarding.

ART 3. L’ABUSO, LA VIOLENZA, LA DISCRIMINAZIONE: FATTISPECIE E DEFINIZIONI

1. Sonosempreconsideratefattispeciediabuso,violenzaediscriminazione,aisensi del presente regolamento,

a)  l’abuso psicologico;

b)  l’abuso fisico;

c)  la molestia sessuale;

d)  l’abuso sessuale;

e)  la negligenza;

f)  l’incuria;

g)  l’abuso di matrice religiosa;

h)  il bullismo, il cyberbullismo:

i)  i comportamenti discriminatori.

2 A fini del comma precedente, si intendono

a)  per “abuso psicologico”, qualunque atto indesiderato, tra cui la mancanza di rispetto, il confinamento, la sopraffazione, l’isolamento o qualsiasi altro trattamento che possa incidere sul senso di identità, dignità e autostima, ovvero tale da intimidire, turbare o alterare la serenità del tesserato, anche se perpetrato attraverso l’utilizzo di strumenti digitali;

b)  per “abuso fisico”, qualunque condotta consumata o tentata (tra cui botte, pugni, percosse, soffocamento, schiaffi, calci o lancio di oggetti), che sia in grado in senso reale o potenziale di procurare direttamente o indirettamente un danno alla salute, un trauma, lesioni fisiche o che danneggi lo sviluppo psico- fisico del minore tanto da compromettergli una sana e serena crescita. Tali atti possono anche consistere nell’indurre un tesserato a svolgere (al fine di una migliore performance sportiva) un’attività fisica inappropriata come il somministrare carichi di allenamento inadeguati in base all’età, genere, struttura e capacità fisica oppure forzare ad allenarsi atleti ammalati, infortunati o comunque doloranti, nonché nell’uso improprio, eccessivo, illecito o arbitrario di strumenti sportivi. In quest’ambito rientrano anche quei comportamenti che favoriscono il consumo di alcool, di sostanze comunque vietate da norme vigenti o le pratiche di doping;

c)  per “molestia sessuale”, qualunque atto o comportamento indesiderato e non gradito di natura sessuale, sia esso verbale, non verbale o fisico che comporti fastidio o disturbo. Tali atti o comportamenti possono anche consistere nell’assumere un linguaggio del corpo inappropriato, nel rivolgere osservazioni o allusioni sessualmente esplicite, nonché richieste indesiderate o non gradite aventi connotazione sessuale, ovvero telefonate, messaggi, lettere od ogni altra forma di comunicazione a contenuto sessuale, anche con effetto intimidatorio, degradante o umiliante;

d)  per “abuso sessuale”, qualsiasi comportamento o condotta avente connotazione sessuale, senza contatto, o con contatto e considerata assolutamente non desiderata, o il cui consenso è costretto, manipolato, non dato o negato. Può consistere anche nel costringere un tesserato a porre in essere condotte sessuali inappropriate o indesiderate, o nell’osservare il tesserato in condizioni e contesti non appropriati;

e)  per “negligenza”, il mancato intervento di un dirigente, tecnico o qualsiasi tesserato, anche in ragione dei doveri che derivano dal suo ruolo, il quale, presa conoscenza di uno degli eventi, o comportamento, o condotta, o atto di cui al presente documento, omette di intervenire causando un danno, permettendo che venga causato un danno o creando un pericolo imminente di danno. Può consistere anche nel persistente e sistematico disinteresse, ovvero trascuratezza, dei bisogni fisici e/o psicologici del tesserato;

f)  per “incuria”, la mancata soddisfazione delle necessita fondamentali a livello fisico, medico, educativo ed emotivo;

g)  per “abuso di matrice religiosa”, l’impedimento, il condizionamento o la limitazione del diritto di professare liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne in privato o in pubblico il culto purché non si tratti di riti contrari alla legge, all’ordine pubblico ed al buon costume;

h)  per “bullismo, cyberbullismo”, qualsiasi comportamento offensivo e/o aggressivo che un singolo individuo o più soggetti possono mettere in atto, personalmente, attraverso i social network o altri strumenti di comunicazione, sia in maniera isolata, sia ripetutamente nel corso del tempo, ai danni di uno o più tesserati con lo scopo di condizionare, esercitare un potere o un dominio sul tesserato. Possono anche consistere in comportamenti di prevaricazione e sopraffazione ripetuti e atti ad intimidire o turbare un tesserato che determinano una condizione di disagio, insicurezza, paura, esclusione o isolamento (tra cui umiliazioni, critiche riguardanti l’aspetto fisico, minacce verbali, anche in relazione alla performance sportiva, diffusione di notizie infondate, minacce di ripercussioni fisiche o di danneggiamento di oggetti posseduti dalla vittima).

i)  per “comportamenti discriminatori”, qualsiasi comportamento finalizzato a conseguire un effetto discriminatorio basato su etnia, colore, caratteristiche fisiche, genere, status social-economico, prestazioni sportive e capacità atletiche, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale.

TITOLO II
LINEE GUIDA
: MODELLI ORGANIZZATIVI ED ATTIVITA’ DI CONTROLLO

ART 4. OBBLIGHI DELLE ASSOCIAZIONI / SOCIETA’ SPORTIVE AFFILIATE: ADOZIONE DEI MODELLI ORGANIZZATIVI E DI CONTROLLO.

  1. Il FU-RIN-KA-ZAN Karate Club asd, Società Affiliate US ACLI e alla FIJLKAM, come da direttiva nazionale ha già approvato ed adottato per la stagione sportiva 2023-2024 aun modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva conforme alle Linee Guida US ACLI e della FIJLKAM, eventualmente integrando o conformando precedenti modelli adottati.
  2. I modelli saranno aggiornati con cadenza almeno quadriennale e prevedono meccanismi di adeguamento a eventuali modifiche e integrazioni delle predette Linee Guida o alle raccomandazioni del Responsabile delle politiche di safeguarding.
  3. Le Associazioni e le Società sportive affiliate a più Enti conformano i propri modelli organizzativi e di controllo alle Linee Guida emanate da uno degli Enti di affiliazione e ne danno immediata comunicazione ai Responsabili delle politiche di safeguarding degli altri Enti di affiliazione.
  4. I modelli di cui al comma 1 tengono conto delle caratteristiche dell’Affiliata e delle persone tesserate e si applicano a chiunque partecipi con qualsiasi funzione o titolo all’attività delle Affiliate.
  5. Il consiglio Direttivo ha nominato il dott. PIETROBONO CAVICCHI – vice presidente del Furinkazan – come figuraResponsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, con lo scopo di prevenire e contrastare ogni tipo di abuso, violenza e discriminazione sui tesserati, nonché per garantire la protezione dell’integrità fisica e morale degli sportivi, anche ai sensi dell’art. 33, comma 6, del decreto legislativo 36/2021.
  6. US ACLI, attraverso il Responsabile delle politiche di safeguarding, vigila sull’adozione, da parte delle “Affiliate”, dei modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva, sulla loro conformità alle linee guida e sul loro rispetto.

(…)

ART. 11. CONTENUTO MINIMO DEI CODICI DI CONDOTTA

I codici di cui all’articolo precedente stabiliscono obblighi, divieti, standard di condotta e prevedendo e garantendo, conformemente ai principi fatti propri ad US ACLI; a)  il rispetto dei principi di lealtà, probità e correttezza;

b)  l’educazione, la formazione e lo svolgimento di una pratica sportiva sana;

c)  la piena consapevolezza di tutti i tesserati in ordine a propri diritti, doveri, obblighi, responsabilità e tutele;

d)  la creazione di un ambiente sano, sicuro e inclusivo che garantisca la dignità, l’uguaglianza, l’equità e il rispetto dei diritti dei tesserati, in particolare se minori;

e)  la valorizzazione delle diversità;

f)  la promozione del pieno sviluppo della persona-atleta, in particolare se minore;

g)  la promozione da parte di dirigenti e tecnici al benessere dell’atleta;

h)  la effettiva partecipazione di tutti i tesserati all’attività sportiva secondo le rispettive aspirazioni, potenzialità, capacità e specificità;

i)  la prevenzione ed il contrasto di ogni forma di abuso, violenza e discriminazione.

I codici di cui all’articolo precedente prevedono inoltre disposizioni volte a
a) rimuovere gli ostacoli che impediscano la promozione del benessere dell’atleta, in particolare se minore, e dello sviluppo psico-fisico dello stesso secondo le relative aspirazioni, potenzialità, capacità e specificità;

b) rimuovere gli ostacoli che impediscano la partecipazione dell’atleta alle attività,

indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva.

3. Nella realizzazione delle finalità di cui sopra e in particolare della prevenzione e contrasto di ogni forma di abuso, violenza e discriminazione, i codici di cui all’articolo precedente stabiliscono, altresì, conformemente alle linee guida della US ACLI :

a) le fattispecie, le tutele e le sanzioni disciplinari endoassociative applicabili in caso di violazione, fermi i provvedimenti degli Organi di giustizia federali;

b)  apposite procedure di selezione degli operatori sportivi, anche al fine di garantire che i candidati siano idonei ad operare nell’ambito delle attività giovanili e in diretto contatto con i tesserati minori, se del caso;

c)  le verifiche minime, precedenti all’impiego nonché periodiche, a carico delle Affiliate nelle procedure di cui alla lettera precedente e la conservazione della relativa documentazione, nel rispetto della normativa vigente;

d)  adeguati obblighi informativi per la diffusione delle disposizioni e dei protocolli relativi alla protezione dei minori, anche mediante corsi di formazione e corsi di aggiornamento annuali dedicati a tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive e relative ai tesserati minori;

e)  disposizioni che disciplinino le incompatibilità e che siano finalizzate a evitare il cumulo delle funzioni in capo a un unico soggetto nonché, più in generale, a gestire eventuali conflitti di interesse;

f)  disposizioni che assicurino la riservatezza della documentazione o delle informazioni comunque ricevute o reperite relative a eventuali segnalazioni o denunce di violazione del Codice.

ART. 12. DOVERI E OBBLIGHI DEI TESSERATI

1. Con riferimento a quanto previsto dall’art. 11, i modelli di cui all’art. 10 stabiliscono, in ottemperanza ai principi espressi nel presente regolamento, i seguenti doveri e obblighi a carico di tutti i tesserati:

a)  comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività connessa o collegata all’ambito sportivo e tenere una condotta improntate al rispetto nei confronti degli altri tesserati;

b)  astenersi dall’utilizzo di un linguaggio, anche corporeo, inappropriato o allusivo, anche in situazioni ludiche, per gioco o per scherzo;

c)  garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;

d)  impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana, supportando gli altri tesserati nei percorsi educativi e formativi;

e)  impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;

f)  instaurare un rapporto equilibrato con coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero loro delegati;

g)  prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di una comunicazione sana, efficace e costruttiva;

h)  affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;

i)  collaborare con gli altri tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di abusi, violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);

j)  segnalare senza indugio al Responsabile di cui al comma 2 dell’art. 5 situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.

ART. 13. DOVERI E OBBLIGHI DEI DIRIGENTI SPORTIVI E TECNICI

1. Con riferimento a quanto previsto dall’art. 11, i modelli di cui all’art. 10 stabiliscono, in ossequio ai principi a cui è improntato il presente regolamento, i seguenti doveri e obblighi a carico dei dirigenti sportivi e dei tecnici:

a)  agire per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;

b)  astenersi da qualsiasi abuso o uso improprio della propria posizione di fiducia, potere o influenza nei confronti dei tesserati, specie se minori;

c)  contribuire alla formazione e alla crescita armonica dei tesserati, in particolare se minori;

d)  evitare ogni contatto fisico non necessario con i tesserati, in particolare se minori;

e)  promuovere un rapporto tra tesserati improntato al rispetto e alla collaborazione, prevenendo situazioni disfunzionali, che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore;

f)  astenersi dal creare situazioni di intimità con il tesserato minore;

g)  porreinessere,inoccasionedelletrasferte,soluzionilogisticheatteaprevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati, coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la loro cura ovvero loro delegati;

h)  comunicare e condividere con il tesserato minore gli obiettivi educativi e formativi, illustrando le modalità con cui si intendono perseguire tali obiettivi e coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la loro cura ovvero loro delegati;

i)  astenersi da comunicazioni e contatti di natura intima con il tesserato minore, anche mediante social network;

j)  interrompere senza indugio ogni contatto con il tesserato minore qualora si riscontrino situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta, attivando il Responsabile di cui al comma 2 dell’art. 5;

k)  impiegare le necessarie competenze professionali nell’eventuale programmazione e/o gestione di regimi alimentari in ambito sportivo;

l)  segnalare tempestivamente eventuali indicatori di disturbi alimentari degli atleti loro affidati;

m)dichiarare cause di incompatibilità e conflitti di interesse;

n)  sostenere i valori del sport, altresì educando al ripudio di sostanze o metodi vietati per alterare le prestazioni sportive dei tesserati;

o)  conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di safeguarding, sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni, nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo;

p) astenersi dall’utilizzo, dalla riproduzione e dalla diffusione di immagini o video dei tesserati minori, se non per finalità educative e formative, acquisendo le necessarie autorizzazioni da coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero da loro delegati;

k) segnalare senza indugio al Responsabile di cui al comma 2 dell’art. 5 situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.

ART. 14. DIRITTI, DOVERI E OBBLIGHI DEGLI ATLETI

1. Con riferimento a quanto previsto dall’art. 11, i modelli di cui all’art. 10 affermano, in conformità dei principi esposti nel presente atto regolamentare, i seguenti diritti, doveri e obblighi a carico degli atleti:

a)  rispettare il principio di solidarietà tra atleti, favorendo assistenza e sostegno reciproco;

b)  comunicare le proprie aspirazioni ai dirigenti sportivi e ai tecnici e valutare in spirito di collaborazione le proposte circa gli obiettivi educativi e formativi e le modalità di raggiungimento di tali obiettivi, anche con il supporto di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dei soggetti cui è affidata la loro cura, eventualmente confrontandosi con gli altri atleti;

c)  comunicareadirigentisportivietecnicisituazionidiansia,timoreodisagioche riguardino sé o altri;

d)  prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore negli altri atleti;

e)  rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere degli altri atleti e, più in generale, di tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive;

f)  rispettare la funzione educativa e formativa dei dirigenti sportivi e dei tecnici;

g)  mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri atleti e con ogni soggetto comunque coinvolto nelle attività sportive;

h)  riferire qualsiasi infortunio o incidente agli esercenti la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero ai loro delegati;

i)  evitare contatti e situazioni di intimità con dirigenti sportivi e tecnici, anche in occasione di trasferte, segnalando eventuali comportamenti inopportuni;

j)  astenersi dal diffondere materiale fotografico e video di natura privata o intima ricevuto, segnalando comportamenti difformi a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero ai loro delegati, nonché al Responsabile di cui al comma 2 dell’art. 5;

k)  segnalare senza indugio al Responsabile di cui al comma 2 dell’art. 5 situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pericolo o pregiudizio.