CAMPIONATI REGIONALI FIKTA CINTURE NERE

2 TITOLI REGIONALI PER IL FURINKAZAN: Sara Faggioli e Andrea Pavoni staccano il pass per i campionati italiani assoluti

ANDREA PAVONI, 1° classificato kumite speranze 1° dan e 4° kata individuale;
SARA FAGGIOLI, 1° classificata kumite juniores 1° dan e 2° classificata kata individuale;
LEONARDO LIGGIERI, 3° classificato kumite cadetti 1° dan;
EMANUELE FAVA, in semifinale di kumite juniores maschile

FURINKAZAN JUDO

Emanuele Barcaro, classe 2005, è la prima cintura nera della storia del Furinkazan Judo

Castel Maggiore (Bologna)

Prestazione da incorniciare per il giovane Emanuele Barcaro classe 2005 che centra, oggi a Castel Maggiore in provincia di Bologna, un risultato importante diventando, di fatto, la prima cintura nera nella storia del Furinkazan Judo. Provenienti da tutta la Regione e da quelle limitrofe sono scesi, questa mattina, sul tatami della Polisportiva Progresso circa 40, fra ragazzi e ragazze, i quali hanno sostenuto gli esami da primo, secondo e terzo dan della Fijlkam, federazione italiana judo lotta karate e arti marziali.

“Emanuele ha fatto un percorso straordinario – sottolinea il maestro Accursio Guardino, insegnante tecnico del Furinkazan Judo che ne ha curato la preparazione – considerando i due anni di stop a causa della pandemia. Ha continuato ad allenarsi anche a casa e in video lezione con me per poi riprendere in pochi mesi la parte pratica con la sua Uke, ovvero, la sua compagna di esame Laura Bugo di Bologna. Si è molto impegnato nelle trasferte settimanali e nelle lezioni in palestra per preparare al meglio il percorso tecnico del programma di esame per cintura nera primo dan, non facile da affrontare né tanto meno da superare considerando la sua giovane età e la severità della commissione esaminatrice. Un traguardo voluto, sofferto e cercato. Sono molto soddisfatto del suo risultato e di come ha affrontato le non facili prove teoriche e pratiche che ha superato con voti altissimi. Tutto questo ci fa ben sperare per le generazioni dei nostri futuri campioni”.

Il maestro Accursio Guardino con la neo cintura nera Emanuele Barcaro

FARMACIE COMUNALI FERRARA E FURINKAZAN

Un binomio che si rinnova dal 2017: grazie al prezioso contributo di AFM l’associazione ha potutto provvedere alla manutenzione del defibrillatore donato da AFM il 20-02-2017

ACCURSIO GUARDINO NEO MAESTRO DI JUDO FIJLKAM

L’insegnante tecnico del Furinkazan consegue la prestigiosa qualifica al PalaPellicone del Lido di Ostia – ROMA

E’ IL SECONDO ISTRUTTORE NELLA STORIA FERRARESE DELLA “VIA DELLA CEDEVOLEZZA” AD OTTENERE QUESTO IMPORTANTE TRAGUARDO

ACCURSIO GUARDINO, NEO MAESTRO DI JUDO FIJLKAM, INSEGNANTE TECNICO DEL FURINKAZAN JUDO FERRARA

LIDO DI OSTIA (ROMA)

Accursio Guardino, classe 1956, si è laureato a pieni voti maestro di judo della Fijlkam, federazione italiana judo, lotta, karate e arti marziali, esami teorici e pratici che si sono svolti questa settimana al “Pala Pellicone” del Lido di Ostia a Roma.

Già istruttore di judo del Furinkazan dei maestri Gabriele e Federica Achilli, Guardino è il secondo tecnico in ordine di tempo nella storia ferrarese della “via della cedevolezza”, ad ottenere questa prestigiosa qualifica. “E’ per me una grande emozione avere raggiunto questo importante traguardo – sottolinea Guardino – che, non nego, essere frutto di tante ore di allenamento, impegno e sacrificio, insegnando a Ferrara ed allenandomi a Castel Maggiore. Una soddisfazione che condivido con gioia insieme ai miei allievi e a tutta la “Grande Famiglia del Furinkazan” cui sono legato dal 2017”.

APPROFONDIMENTI

Il karate tradizionale è meglio del fitness

Esercizio anti età per potenziare attenzione, resilienza e reattività

da PHARMACOM

dott. Pietrobono Cavicchi – Farmacista di AFM Ferrara – 23 settembre 2020

Qualche mese fa, durante il “lockdown”, sono venuto a conoscenza di un interessante studio scientifico apparso sul Journal of Sport and Health Science e diffuso dal sito web sciencedirect.com che comparava il karate (arte marziale giapponese) al normale fitness quale attività volta a mantenere e migliorare le capacità non solo fisiche ma soprattutto cognitive (attenzione, resilienza e reattività) nella popolazione anziana (over settanta).

Visto il quadro sociodemografico in cui l’Italia, come gran parte dell’Occidente, è inserita, mi è sembrato utile come professionista della salute divulgare questo aspetto anche se non propriamente legato a una assunzione di farmaci ma ugualmente volto al miglioramento dello stile di vita.

La premessa scientifica si basa sul fatto che il corretto esercizio aerobico in età avanzata rallenta il deterioramento cognitivo. È infatti dimostrato che esercizi aerobici, di coordinazione e di equilibrio mantengono e migliorano, oltre che il tono muscolare, anche le funzioni cognitive. Tali aspetti sono presenti in particolare nelle arti marziali dell’Asia Orientale.

Il fine dello studio era verificare se la pratica del karate nell’anziano può migliorare tali aspetti e se possibile individuare i campi cognitivi coinvolti.

Lo studio ha coinvolto ottantanove donne e uomini, di età media pari a settant’anni.

I partecipanti suddivisi casualmente in due gruppi: un gruppo di lavoro diviso in gruppo karate e un gruppo fitness e un gruppo di controllo.

I partecipanti hanno fatto una batteria di test cognitivi all’inizio del periodo di allenamento controllato e cinque mesi dopo, alla fine dello stesso.

Il gruppo del karate ha svolto un successivo studio di altri cinque mesi, portando la pratica complessiva a dieci mesi.

I risultati sono stati importanti per il solo gruppo karate per il quale in particolare è stato dimostrato un miglioramento significativo:

• della reattività motoria (reazione rapida a stimoli di diversa natura visivi tattili uditivi);

• della resilienza (tolleranza allo stress);

• dell’attenzione divisa (capacità di prestare attenzione a più cose contemporaneamente).

Ulteriori progressi sono stati evidenziati nello studio successivo esteso a dieci mesi.

Questa ricerca, unitamente ad altre indagini scientifiche condotte negli ultimi dieci anni, indica come le arti marziali tradizionali, nello specifico il karate tradizionale giapponese (“la via della mano vuota”), riesca – più di altre discipline quali il fitness – a produrre significativi miglioramenti fisici e mentali nei praticanti di tutte le età.

Da praticante appassionato di questa disciplina, leggendo questo studio, il mio pensiero è volato al maestro Gabriele Achilli, cintura nera 6° dan, fondatore, cervello, anima e cuore dell’Associazione Furinkazan, una realtà cui mi onoro, assieme ai miei figli, di appartenere.

Il Maestro Achilli, nel 2018 ha festeggiato i suoi “primi” 60 anni di carriera di dirigente sportivo, ma anche di “maturo” praticante prima ed insegnante poi. Un suo suggerimento per avviarci alla pratica del karate che non conosce età.

“Il karate si pratica tutta la vita”, dice il nono precetto del maestro Gichin Funakoshi, il padre del nostro karate. Seguire questa strada senza fine, diventando oggi migliori di ieri e domani migliori di oggi per tutta la vita, è la vera immagine della Via del Karate. Questa è la vera essenza del praticante: da “maturo” atleta posso dire che il karate mi ha formato, nello sport come nella vita, e la strada che si percorre attraverso “la via della mano vuota” fa bene a tutti: ai ragazzi, in età scolare, insegna il rispetto per sé e per gli altri, per le regole e le istituzioni, ma anche l’autocontrollo, la concentrazione e il metodo, nello studio come nello sport. In età “matura” il karate tira fuori in ogni praticante quell’energia che non si sapeva di possedere, insegnando la calma, la resilienza e la riflessione, ma è anche uno stimolo per lavorare a stretto contatto con i giovani che, mai come in questo periodo, vanno capiti e guidati”.

E proprio al Furinkazan, quest’anno, verrà avviato uno speciale “percorso” dedicato ai nonni e ai nipoti.

Abbiamo pensato di coinvolgere anche la popolazione anziana, l’anello di congiunzione della catena della famiglia di oggi, con i nonni che sono sempre più protagonisti nella vita dei nipoti poiché sono, a mio avviso, il miglior “dopo scuola”: insieme al nostro staff di tecnici, Fijlkam-Coni e Fikta, vorremmo dare il via a un corso nonni-nipoti, dove i piccoli praticanti potranno insegnare ai loro nonni la vera essenza del karate tradizionale, allenandosi insieme proprio per sfruttare quel grande feeling che si instaura fra di loro, quell’unione fatta di valori come la famiglia e il rispetto che nella nostra “Grande Famiglia” del Furinkazan da oltre 40 anni cerchiamo di portare avanti. Come ho fatto io, da un padre ad una figlia, I Shin den Shin, che in giapponese significa “dal mio cuore al tuo cuore”. Allenandosi insieme, dai 6 ai 99 anni, con mente, corpo e spirito”.

Anna Maria e il maestro Gabriele Achilli, direttore tecnico del FURINKAZAN KARATE CLUB FERRARA asd

VIENI A TROVARCI!

CHIAMA IL 351-9066036 o manda una mail a furinkazan.asd@gmail.com

FARMACIE COMUNALI FERRARA E FURINKAZAN

Un binomio che si rinnova dal 2017: grazie al prezioso contributo di AFM l’associazione ha potutto provvedere alla manutenzione del defibrillatore donato da AFM il 20-02-2017

telestense.it 29-09-2021

FURINKAZAN: Gino Tassinari è “aspirante allenatore”

il neo aspirante allenatore
Gino Tassinari

E’ il primo tesserato FIKTA-FIJLKAM ad ottenere questo importante traguardo

Si allarga la platea dei tecnici del Furinkazan karate club, dei maestri Gabriele e Federica Achilli, che accoglie nelle sue fila il neo aspirante allenatore Gino Tassinari, cintura nera 3° dan, che ha superato a pieni voti la fase finale del corso iniziato in presenza già a settembre e che si è concluso sabato 7 novembre scorso con l’esame finale dei 30 candidati appartenenti ai settori karate, judo, e lotta.

Già assistente istruttore Fikta, Tassinari, che ha iniziato la pratica del karate a 17 anni nel lontano 1978, è il primo tesserato del tradizionale ad ottenere la qualifica tecnica di “Aspirante Allenatore” Fijlkam di karate: “Sono molto grato di questa opportunità che mi è stata data. Ho sempre avuto una grande curiosità nei confronti delle altre federazioni degli altri stili e in generale di tutti i rami che le radici del karate hanno prodotto e ho avuto modo di verificare anche in questa esperienza che “la via della mano vuota” e i suoi principi sono il fondamento comune. Poi ci sono le differenze che sono una grande ricchezza che va condivisa”.

Le congratulazioni per aver superato brillantemente le faticose, ma proficue prove teoriche e pratiche, sono giunte dal presidente del comitato regionale Fijlkam Emilia Romagna Antonio Amorosi che, insieme ai vice presidenti Francesco Rasori, Olimpia Randi (dei settori judo e lotta) e Sergio Ciotti (karate) componeva la commissione d’esame.

Un altro importante tassello che si aggiunge allo storico percorso intrapreso fra il Furinkazan dei maestri Achilli e il Carlini Team Karate del delegato provinciale e fiduciario MGA Fijlkam Emilia Romagna maestro Domenico Carlini con il figlio Edoardo che, da quest’anno, hanno iniziato la loro attività sotto lo stesso tetto al PalaPalestre “Padre John Caneparo”.

Lettera del presidente Fikta ai direttori delle testate giornalistiche

Il karate si pratica in totale sicurezza

Egregio Direttore,
chiedo cortese ospitalità nelle pagine del Suo giornale per spiegare, a chi non è addetto ai lavori e non conosce a fondo le arti marziali, come si può praticare il karate Shotokan tradizionale in totale sicurezza, individualmente, nel rispetto delle norme del distanziamento e dei rigidi protocolli di igienizzazione.

Il karate-do, dal giapponese “la via della mano vuota”, non nasce necessariamente come uno “sport da contatto”, perché la pratica quotidiana del kata (ovvero della forma) e del kihon (la ripetizione di tecniche eseguite singolarmente) prevedono distanza fra i praticanti che lavorano individualmente con tecniche preordinate di pugno, calcio, percossa o parata, nelle diverse direzioni, ma mai incontrandosi con un avversario o con un compagno di allenamento vicino.

Il karate, di per sé, è già marziale e rispetta dei dogmi: la distanza, la pratica individuale, la disciplina e l’ordine. Il combattimento, il contatto, non è necessario praticarlo.

Bambini, ragazzi ed adulti sono rigorosi nella pratica quotidiana con le regole del distanziamento, che i nostri tecnici, maestri ed istruttori, fanno rispettare alla lettera.

E proprio di questo parlo: di pratica individuale, mantenendo le distanze, quelle distanze che già più volte sono state ribadite nei diversi DPCM e a cui tutte le associazioni sportive dilettantistiche che fanno capo alla FIKTA, Federazione Italiana Karate Tradizionale e discipline Affini, che a sua volta segue i dettami dell’Ente di promozione sportiva US ACLI nazionale e della FIJLKAM, Federazione Italiana Judo Lotta Karate e arti Marziali, con cui con quest’ultima ha siglato un accordo di collaborazione a Roma nell’aprile del 2018.

Questa mia per spiegare come il karate tradizionale, stile Shotokan, NON DEVE ESSERE ridotto a una mera classificazione di sport da contatto, perché così non è.

Per le nostre realtà dilettantistiche, le prime a chiudere dal Lockdown di marzo e le ultime a riaprire con la disponibilità delle palestre delle scuole concessa solo di recente, hanno affrontato enormi spese di sanificazione, igienizzazione e di acquisto di materiale di protezione per poter ricominciare la pratica in totale sicurezza, nel rispetto di tutti i dettami, esponendosi finanziariamente quasi al limite delle proprie risorse interne, considerando anche che il 90% delle stesse si autofinanzia con le sole quote mensili che riceve dai praticanti, così come la FIKTA che si autofinanzia con la sua attività istituzionale di divulgazione della pratica, della filosofia, e della storia del karate tradizionale.

Una percentuale elevatissima delle nostre associazioni sportive dilettantistiche, alla luce di una nuova chiusura, non sarebbe in grado di poter ricominciare in un momento in cui tutta l’economia del Paese sta soffrendo in tutti gli ambiti e tutto il settore giovanile morirebbe con loro.

Tramite il Suo giornale chiediamo come FIKTA, a nome di tutte le sue associazioni, dei suoi tecnici e dei suoi praticanti alle Istituzioni, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dello Sport e a quello della Salute e per tramite ai Governatori di tutte le Regioni d’Italia di poter proseguire la pratica individuale della disciplina del karate e di eliminarla dalla classifica degli sport puramente da contatto, classifica che li accomuna in maniera del tutto fuorviante con altre realtà e di permettere alle nostre associazioni di poter continuare a prestare la loro opera per il mondo sportivo dilettantistico, fatto anche e soprattutto di valori come l’amicizia, il rispetto per le regole e per il prossimo, l’ordine, la disciplina, del benessere psicofisico e soprattutto la sana pratica sportiva dai 3 ai 99 anni.

Grato per quanto potrà fare, Le porgo i miei più cordiali saluti.

Achilli Comm. Prof. Gabriele

Presidente nazionale FIKTA

Stella d’Oro CONI

KENDO Open day al Furinkazan Kendo Ferrara

L’istruttore CIK Gianluca Landi (5° dan) con un giovane kendoka

Dal 19 ottobre nuovi corsi in via Ortigara, 14 a Ferrara

Come per i colleghi del judo prendono via i nuovi corsi di kendo, ovvero, “la via della spada” al Furinkazan, nella palestra di via Ortigara 14 a fianco dello stadio, con un Open Day programmato per lunedì 19 ottobre, dalle 19.30, dedicato ai giovani e agli adulti. “Siamo pronti anche noi per ripartire in sicurezza e con grande entusiasmo – sottolinea il responsabile tecnico del Furinkazan Kendo Ferrara, Gianluca Landi, istruttore CIK 5° dancon un Open day dedicato ai giovani e agli adulti, senza limiti di età, nella nostra storica sede di via Ortigara 14, che ha visto la riapertura anche grazie allo sforzo della nostra associazione e l’indispensabile apporto del Servizio Sport del Comune di Ferrara. Peculiarità del kendo rispetto a tutte le altre arti marziali è l’assoluto rispetto per l’avversario: praticare “la via della spada”, infatti, può avere valenze differenti da persona a persona, a seconda di quali siano i fini di ogni praticamente il quale può costruirsi un personale percorso marziale nella disciplina, fondendo insieme l’elemento sportivo e agonistico con quello marziale e spirituale. Per comprendere il kendo bisogna provarlo ed è per questo che apriamo le porte del nostro dojo a tutti quelli che vorranno venirci a conoscere e praticare con noi”.

Per le prove gratuite tutte le indicazioni si possono trovare sul sito www.furinkazan.it oppure chiamando il numero 351-9066036.

Attenzione però: per partecipare all’Open Day, bisogna presentarsi in palestra muniti di una copia del certificato medico.




Il gruppo agonisti del Furinkazan Kendo Ferrara: Simone Lodi (marrone), Riccardo Landi (4° dan), Riccardo Giandiletti (4°dan) e Gianluca Landi, istruttore (5° dan)
FURINKAZAN: riprendono i corsi di Kendo